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martedì 6 marzo 2018

Il suono del mare che lambisce la battigia

"La notte dormo con la finestra aperta. C’è solo una brezza leggera nell’aria, e il tenue sciabordio del mare contro gli scogli filtra attraverso la sottile membrana del sonno. Sul lato esterno delle Vesterålen hanno una parola tutta loro per indicare il suono del mare che arriva dalla finestra della camera da letto in una mite notte d’estate, lambendo dolcemente la battigia: sjybårdurn"
Estratto da 'Il libro del Mare' di  Morten A. Strøksnes
Traduzione di Francesco Felici

sabato 25 febbraio 2017

Una lingua per le lunghe distanze

Finnish was developed in the wild of our plains and forests, where your next-door neighbor was a day trip away, and where fierce bears and bloodthirsty wolves roamed free.
Those hissing and lilting Indo-European languages work fine for chit-chatting and trading goods, but Finnish, this tongue of hard contrasts, is made for long-distance communication, like telling your neighbor, who lives across the lake, where he can stick his fucking reindeer. Or telling the ice-hockey umpire to get himself new glasses.

(Roman Schatz,Finland. What a Country! )

venerdì 27 giugno 2014

La lingua degli affetti

"Il dialetto è sempre la lingua degli affetti, un fatto confidenziale, intimo, familiare. Come diceva Pirandello, la parola del dialetto è la cosa stessa, perché il dialetto di una cosa esprime il sentimento, mentre la lingua di quella stessa cosa esprime il concetto.
A me con il dialetto, con la lingua del cuore, che non è soltanto del cuore ma qualcosa di ancora più complesso, succede una cosa appassionante. Lo dico da persona che scrive. Mi capita di usare parole dialettali che esprimono compiutamente, rotondamente, come un sasso, quello che io volevo dire, e non trovo l’equivalente nella lingua italiana. Non è solo una questione di cuore, è anche di testa. Testa e cuore."

         Andrea Camilleri

sabato 31 maggio 2014

L'arte della traduzione

Three grades of evil can be discerned in the queer world of verbal transmigration. The first, and lesser one, comprises obvious errors due to ignorance or misguided knowledge. This is mere human frailty and thus excusable. The next step to Hell is taken by the translator who intentionally skips words or passages that he does not bother to understand or that might seem obscure or obscene to vaguely imagined readers; he accepts the blank look that his dictionary gives him without any qualms; or subjects scholarship to primness: he is as ready to know less than the author as he is to think he knows better. The third, and worst, degree of turpitude is reached when a masterpiece is planished and patted into such a shape, vilely beautified in such a fashion as to conform to the notions and prejudices of a given public. This is a crime, to be punished by the stocks as plagiarists were in the shoebuckle days.
(The Art of Translation, Vladimir Nabokov).

giovedì 3 ottobre 2013

L’immaginazione è la vera provincia della lingua italiana

"La duttilità della lingua francese si riduce a potersi fare intendere, la facilità di esprimersi nella lingua italiana ha di piú il vantaggio di scolpir le cose coll’efficacia dell’espressione; di maniera ch’il francese può dir quello che vuole e l’italiano può metterlo sotto gli occhi, quegli ha gran facilità di farsi intendere, questi di far vedere.
Però quella lingua che, purché faccia intendere, non cerca altro, né cura la debolezza dell’espressione, la miseria di certi tours (per li quali la lodano di duttilità) che esprimono la cosa ma freddissimamente e slavatissimamente e annacquatamente è buona pel matematico e per le scienze; nulla per l’immaginazione la quale è la vera provincia della lingua italiana: dove però è chiaro che l’efficacia non toglie la precisione anzi l’accresce, mettendo quasi sotto i sensi quello che i francesi mettono solo sotto l’intelletto, ond’ella non è men buona per le scienze che per l’eloquenza e la poesia [..]"
 
tratto "Zibaldone di pensieri", Giacomo Leopardi

martedì 18 giugno 2013

Sul dialetto milanese

"Il milanese è realmente il linguaggio di un popolo dal cuore aperto, bonario, inclinato alla benevolenza verso ognuno, amante della buona tavola e in generale di tutti i piaceri del senso, lieto, proclive alla sguaiataggine più che alla vera arguzia, ricco di un buon senso alla mano.
Un linguaggio fine il milanese non si potrebbe dire: efficace, è di sicuro. Il popolo che lo parla ci si riflette dentro tutto quanto, colle sue virtù e colle sue debolezze: di gran lunga più numerose le prime – si permetta di dirlo ad uno non nato all'ombra del Duomo – che le seconde."

tratto da "Il dialetto milanese", Pio Rajna, 1881

venerdì 7 giugno 2013

Le nebbie del crai

 "In questa landa atemporale, il dialetto possiede delle misure del tempo più  ricche che quelle di alcuna lingua; di là da quell'immobile, eterno crai, ogni  giorno del futuro ha  un suo proprio nome. Crai è domani, e sempre; ma il giorno dopo domani è pescrai e il giorno dopo ancora è  pescrille; poi viene pescruflo, e poi maruflo e maruflone; ed il settimo giorno è maruflicchio. Ma questa esattezza di termini ha più che altro un valore di ironia. Queste parole non si usano tanto per indicare questo o quel giorno, ma piuttosto tutte insieme come un elenco, e il loro stesso suono è grottesco: sono come una riprova  della inutilità di voler distinguere nelle eterne nebbie del crai."

Tratto da 'Cristo si è fermato a Eboli' di Carlo Levi (1945).

domenica 2 dicembre 2012

Lingua finlandese, tre citazioni

Vorrei segnalare tre citazioni sulla lingua finlandese di tre scrittori diversi tra loro. Un britannico, un finlandese e un italiano.

“It [discovering Finnish] was like discovering a wine-cellar filled with bottles of amazing wine of a kind and flavour never tasted before. It quite intoxicated me.”
 J.R.R Tolkien
Ei suomi ole mikään kieli, se on tapa istua penkin päässa karvat korvilla.
Paavo Haavikko

Tradurrei così la citazione di Haavikko: "il finlandese non è una lingua, è un modo di stare seduti all'estremità di una panchina con i paraorecchie (sulle orecchie)".
Non mi avventuro nella sua interpretazione.

La terza è tratta dal romanzo "Nuova grammatica finlandese" scritto da Diego Marani.
"Il finlandese è una lingua massiccia, un po' bombata sui lati, con sottili tagli al posto degli occhi e così sono fatte le case di Helsinki, i visi della nostra gente. È una lingua dai suoni dolciastri e molli come la carne del pesce persico e della trota che si cuoce nelle sere d'estate in riva ai laghi dal fondale coperto di alghe rosse come le case di legno dei cacciatori, come le bacche che sanguinano d'estate nei cespugli."


  

martedì 3 luglio 2012

Katsele ja astu eespäin!


Spesso nelle citazioni italiane dei brani in lingua straniera si tende ad omettere il nome del traduttore. Questa volta vorrei capovolgere la situazione. Segnalare delle citazioni tradotte in finlandese da Eino Leino.
Sono sicuro che, in questo caso, all'autore dell'opera italiana da cui sono tratti i famosi versi non dispiacerà. Per ovvi motivi le versioni finlandesi, a differenza delle italiane, non sono conosciute e diffuse nella lingua comune.

Jos himo häijy teille toista huutaa,
te olkaa ihmisiä, älkää karjaa..

Maailma heidän mainettaan ei muista,
käy ohi heidän Oikeus ja Sääli: he jääkööt.

Katsele ja astu eespäin!

Ma johdan kaupunkikin kärsimyksen,
ma johdan tuskaan iankaikkisehen,
ma johdan kadotetun kansan joukkoon.


Oikeutta tahtoi ylväs Tekijäni:
loi minut jumalainen Kaikkivalta
ja suurin Viisaus ja ensi Rakkaus.


Mua ennen luotua ei ollut mitään,
ijäistä vain, myös itse kestän iki:
ken tästä käy, saa kaiken toivon heittää.

Elomme vaelluksen keskitiessä
ma harhaelin synkkää metsämaata
polulta oikealta poikenneena.

Ah, raskasta on sanoa kuink' oli 
tuo salo kolkko, autio ja sankka!
Sit' aatellessa vielä muisti säikkyy.

...ja kaaduin niin kuin kuollut ruumis kaatuu.

Syy oli kirjan ja sen kirjoittajan;
enempää emme lukeneet sill' erää.

Rakkaus, mi nopsaan jalon syttää sielun,
tuon kauniin miehen mielen valtas;
tapa kuin hänet kadotin, mua vielä loukkaa.

Rakkaus, mi vaatii rakastamaan vastaan,
hänehen liitti mun niin lujaan, 
että mua vieläkään ei jätä hän, kuin näet. 

se Rakkaus, mi ohjaa Auringon ja kaikki tähdet.