Scorrendo la lista di
alcuni dei 1500 neologismi entrati nell'edizione 2011 dello Zingarelli sembra quasi fare un viaggio nel tempo e nella memoria.
Mi sarei aspettato che quasi tutti i termini fossero più o meno recenti. Invece non sono pochi quelli che sono in giro da molti anni, cha hanno fatto più "gavetta".
Basti pensare a parole come barbatrucco, pinocchietto, gollonzo.
Chi non ricorda infatti il tormentone "resta di stucco, è un barbatrucco"?
La formula ricorreva spesso nella serie francese di cartoni animati dei
Barbapapà con il significato di "
espediente ingegnoso, abile stratagemma".
Risale invece agli novanta la nascita di
gollonzo ad opera della
Gialappa's Band. Il gollonzo è un gol ridicolo, fortunoso.
Nella lista dei neologismi pare ce ne siano molti legati alle specialità gastronomiche regionali come la
nduja calabrese, la
cartellata pugliese e i
friarielli napoletani.
Tra i più recenti si trova
cinecocomero in opposizione ai
cinepanettoni, le pellicole natalizie.
Non avevo mai sentito invece termini come
tankini, apericena, fantasmini, alcopop.
Sempre in tema di parole, sulle pagine del Corriere in questi giorni si tiene il classico sondaggio per eleggere parola dell'anno 2010. In gara si trovano per esempio
futuristi, triplete, vuvuzela, bunga bunga, iPad.
I futuristi in questione non sono ovviamente i seguaci delle idee di
Marinetti ma i membri di un neonato partito politico. In luogo di futuristi mi è capitato di trovare anche
fillini.
Io sceglierei due parole per l'anno 2010: vuvuzela per la prima metà e bunga bunga per la seconda.
Su quali ricadrebbe la vostra scelta?